Scopri la primavera con Leather Vip

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La  Primavera è arrivata!
Le città iniziano a popolarsi di colori ed emozioni nuove. Gli animi sopiti ed ingrigiti dell’inverno emergono ora a vita nuova. Non solo un semplice periodo dell’anno ma una vera e propria stagione dell’anima.

Se nella natura che ci circonda è il fiore l’elemento che più contraddistingue l’emergere della stagione primaverile, nella vita sociale quotidiana è sicuramente la borsa, in tute le sue mille colorazioni, a rappresentare alla grande il passaggio alla Primavera.

Noi di Leather Vip (www.leathervip.it) felicemente  ci adeguiamo al cambio climatico e allo spensierato cromatismo che si nasconde in ogni angolo e ci rallegra le giornate.
Per questo motivo abbiamo pensato di proporre una linea di borse in pelle (www.perprofessionisti.com) in linea con lo spirito primaverile. Colori  che esaltano la bellezza femminile rendendola ancor più lucente ed entusiasmante.
Nel nostro piccolo cerchiamo di accompagnarvi nei piaceri della vita quotidiana regalandovi quel colore e quel calore necessario a rendere uniche le vostre giornate.

Simone Grasso
Media, Communication & Marketing Specialist

Essere Professionisti

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Essere un professionista non è semplicemente un sostantivo dorato da inserire in calce alle lettere di presentazioni o ai bigliettini da visita: è il risultato di un impegno e di una convinzione che va mantenuta ed alimentata nel tempo. Ciò che contraddistingue un professionista non è solo la sua competenza specifica, ma anche la sua capacità di porsi e relazionarsi con distintività. Nella moderna civiltà dell’immagine, la possibilità di raggiungere in maniera efficace un risultato, dipende anche dalla capacità di comunicare attraverso tutti gli strumenti che la modernità ci mette a disposizione. Non si può non comunicare, ecco il primo assioma della comunicazione. Ergo tutto comunica. Anche i silenzi. Non solo ciò che adoperiamo quotidianamente nello svolgimento del nostro lavoro quotidiano, dalle moderne tecnologie al classico contatto telefonico. C’è anche ciò che viene definita comunicazione verbale e paraverbale. L’mmagine, dunque, ha un suo peso specifico rilevante, soprattutto nella capacità di  influire sulla efficacia e la qualità delle relazioni interpersonali. Per questo la cura dei dettagli è fondamentale. A partire dagli accessori, i quali talvolta possono sancire il buon esito di una trattativa o farla confluire verso i binari desiderati. Le ricerche psicologiche sono ormai concordi nell’affermare che i primi 5/7 secondi sono decisivi nel dare un’idea di noi ai nostri interlocutori. I dettagli, dunque. Le cartelle classiche professionali da ufficio, le più moderne messenger porta tablet o porta PC: accessori in grado di conferire maggiore autorevolezza e distintività. Non solo accessori di moda e di tendenza ma qualcosa in più. Un segno di riconoscimento, un marchio di orgine controllata, un plus derivante dall’artigianalità delle manifatture che, nel caso delle pelletteria fiorentina, trova ampiezza e pienezza di espressione. Simone Grasso Media, Communication & Marketing specialist

Il viaggio è l’essenza dell’uomo

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Il viaggio è un desiderio innato e connaturato al bisogno umano di conoscere ed esplorare. Se c’è una constante, infatti, nella storia dell’umanità è proprio questa. Dalle grandi esplorazioni alle prime scoperte fino ad arrivare ai viaggi come sinonimo di avventura o di stacco dalla routine quotidiana.

Ad accompagnare l’uomo in questo suo forsennato desiderio, da sempre c’è un oggetto molto particolare. Il borsone prima, valigia poi ed ora trolley: cambiano i sostantivi ma la sostanza rimane la stessa.

A ben guardare, inoltre, la genesi del borse si discosta molto dalle sue attuali parvenze. Infatti dapprima fu un sacco, poi una cassetta, quindi un baule e solo in epoca moderna divenne ciò che effettivamente rappresenta tuttora. Ovvero, un oggetto in grado di fungere da contenitore e da compagno allo stesso tempo. Un piccolo mondo che cerchiamo di portarci dietro ogni qualvolta ci spostiamo e ci allontaniamo da ciò che ci è vicino. In questo senso è ciò che ci aiuta ad entrare in contatto con l’Altro e ad accorciare le distanze.

Sarà per questi motivi che oggi i borsoni, i trolley e gli zaini non sono più un lusso ma rispondono ad una precisa esigenza di praticità e funzionalità. Se poi a ciò si aggiunge anche un pizzico di design e e di stile allora il gioco è fatto.
Possiamo davvero continuare il nostro viaggio sicuri di essere in assoluta buona compagnia!

Simone Grasso
Media, Communication & Web marketing specialist

La borsa, oggetto di seduzione e mistero

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Oggi è difficile immaginare una donna senza accessori. Ancor più arduo immaginarla senza una borsa. Un binomio quasi indissolubile, che ha fatto di tale oggetto un vero e proprio cult transgenerazionale.

Complemento di “arredo” ed eleganza in grado, con i suoi pochi centimetri, di racchiudere al suo interno un universo di sensazioni ed emozioni, segreti e ricordi. Non solo custode attento dei nostri accessori. Sarebbe, di fatto, una funzione troppo limitata e limitante per questo oggetto che ha attraversato secoli e territori prima di erigersi a simbolo di una femminilità ritrovata, di un desiderio di viaggiare, esplorare, conoscere.

Dalla sua originaria funzione di custodia e ricetto del denaro fino a divenire oggetto di moda a tutti gli effetti, sono passati decenni e decenni. E’ forse questa lunga gestazione a conferire alla borsa un sintomatico mistero in grado di contagiare maliziosamente e fantasiosamente chi la indossa.

“Sontuosa nelle scaglie lucenti del rettile, morbida e sensuale nelle nappe vellutate, geniale nei nuovi materiali della chimica, preziosa e scintillante come un gioiello per le sere ritrovate, ci accompagna ovunque”. Sì, ha attraversato i secoli e continua ad attraversare le stagioni, i giorni, le ore ed i momenti.

Invecchieremo ed i nostri figli cresceranno, la nostra casa sarà popolata da simpatici nipoti, ma la borsa sarà sempre lì, a racchiudere un sapere artigiano, uno stile ed una misteriosa capacità seduttiva che si perde nella notte dei tempi.
Sarà ancora quello straordinario stumento di grazia ed eleganza in grado di rendere la donna poesia dell’umanità e faro abbagliante per chi viaggia nella notte…e senza borsa!

Simone Grasso
Media, Communication & Web marketing specialist

Artigianalità e recupero degli antichi mestieri

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Il ritorno ai mestieri artigiani è un processo che sta investendo il nostro paese in maniera abbastanza evidente.
Centinaia di giovani ritornano o stanno ritornano a quelle che, fino a qualche anno fa, venivano considerate attività ormai superate, disperse nel dimenticatoio, relegate a qualche buon samaritano in qualche dispersa terra del Belpaese.

Nell’epoca della globalizzazione e dei nuovi lavori legati all’evoluzione tencologica e digitale, questo “ritorno alla terra”, come stato definito, potrebbe sembrare una contraddizione. Oppure una presa di coscienza. Oppure ancora una necessità dettata dall’eterna stasi economica. Oppure altro. Sta di fatto che si sta verificando un fenomeno di ritorno alla campagna ed agli antichi mestieri, contrariamente a quel fenomeno di inurbamento che interressò l’Italia nei decenni addietro. In sostanza, dalle città si sta ritornando indietro. Per andare avanti.

Importante è recuperare l’identità che caratterizza il nostro popolo, da sempre abile nel destreggiarsi tra scalpelli, taglierini e pennelli. Abbiamo avuto i più grandi scultori e pittori della Storia. Continuiamo ad avere una produzione artistica ed artigianale di assoluto livello e che non ha eguali in nessun altra parte del mondo. Quando si parla di eccellenze del made in Italy si fa e si deve far riferimento soprattutto a queste piccole e medie realtà. Dalla piccola bottegha che lavora il legno o il ferro battuto fino ad arrivare alle pelletterie e alla lavorazione delle pelli, passando per la produzione di ceramiche e tanti altri settori di nicchia e di pregio.

Una miriade di eccellenze e di produzioni artigianli ed artistiche che meritano di essere maggiormente considerate e valorizzate. E se questo processo passa attraverso la riscoperta degli antichi mestieri da parte delle giovani generazioni, allora possiamo guardare al futuro con maggiore serenità e fiducia.

Simone Grasso
Media, Communication & Web marketing specialist

Firenze, la nostra storia influenzata dall’arte e dalla cultura

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Abbiamo già avuto modo di sottolineare l’importante binomio che suggella la bellezza intramontabile della città di Firenze, ovvero quello tra arti e cultura. Ora ciò che preme evidenziare è il grande onore e, dunque, la grande responsabilità che deriva dal vivere nella città gigliata.
Lavorare a Firenze poi non è cosa da poco, vuol dire essere in sintonia con il passato e guardare al futuro, coltivando la memoria senza perderne il filo e l’essenza. Un privilegio che da oltre cinquata anni anima la nostra quotidianità.

Siamo nati nel 1962 in quella che poi sarebbe divenuta la strada dei gradi brand della moda internazionale: Via dè Tornabuoni. La nostra sede era nel famoso Torrione dei Gianfiliazzi, costruito nel 1200 dai Guelfi Ruggierinie e poi passato nel 1300 all’omonima famiglia da cui prende il nome.

Negli anni successivi le nostre esigenze produttive ci hanno poi condotto in altro prestigioso palazzo storico in via Guglielmo Marconi. Il cambio di sede, tuttavia, non ha affatto condotto ad un cambio di filosofia aziendale. Anzi, ha rappresentato per noi un ulteriore iniezione di fiducia nel desiderio di tramandare, attraverso le nostre lavorazioni artigianali, quell’atmosfera magica che solo in Firenze si riesce a respirare.

Le caratteristiche e le peculiarità che abbiamo da sempre cercato di infondere alle nostre creazioni, derivano sicuramente dall’insegnamento del passato e della migliore tradizione artigiana fiorentina.
Il bello, la creatività, il senso dell’arte e dello stile. Vogliamo continuare a comunicare questi valori nella speranza che non si disperdano nella confusione della modernità.

Simone Grasso
Media, Communication & Web marketing Specialist

La concia al vegetale: esegesi di una pratica che unisce qualità a basso impatto ambientale

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Se, come noto, la lavorzione della pelle è un settore che si presta a complicate ed ardue interpretazioni,
quello della concia al vegetale risulta ancora più ostico se non, in taluni casi, ad appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori. Nostro interesse è comunque quello di rendere quanto più divulgabile e comprensibile possibile questa realtà che ai più può apparire distante e che pure ha un suo fascino particolare.

La concia al vegetale affonda le proprie radici nell’antichità e, come successo per le arti, ha conosciuto il suo massimo splendore in Toscana.
I conciatori toscani, ed in particolar modo quelli fiorentini, si tramandano da secoli i segreti ed i trucchi della lavorazione artigianale e della produzione di qualità e con grande qualità.
Tra i tanti e diversi tipi di concia, quella al vegetale è la piu classica e tradizionale e permette di conferire al cuoio proprietà peculiari e distintive e che si differenziano, tra l’altro, per l’attenzione rispettosa alle tematiche ambientali ed ecologiste.

La caratteristica principale, nonchè il segreto della concia al vegetale, è il tannino: principio attivo che produce la trasformazione del derma animale in un materiale compatto e resistente che dura negli anni, conferendo ai relativi prodotti e manufatti quell’unico profumo di cuoio e quella particolare sensazione al tatto.

Nell’attuale pratica conciaria al vegetale, che come detto riduce al minimo l’impatto ambientale e non contiene sostanze tossiche nocive per l’uomo e l’ecosistema, si utilizzano principalmente estratti di tannino derivanti dal castagno e dal quebracho, albero da fusto rintracciabile nei territori sud americani.
Questo è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore e che desideriamo fortemente condividere con i nostri lettori: l’attenzione alla dinamiche e alle implicazioni ambientali ed ecologiche è per noi un punto fermo sul quale quotidianamente improntiamo il nostro lavoro.

Simone Grasso,
Media, Communication & Web marketing specialist

Firenze: simbolo di arte, moda e cultura

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La Toscana è conosciuta in tutto il mondo come culla del Rinascimento e detentrice di un simbolo di arte e cultura e storia che poche altre città possono fregiarsi di avere. In aggiunta a queste peculiarità, Firenze non può prescindere dall’essere riconosciuta anche come città della moda.

Arte e moda che si sposano perfettamente e vanno di pari passo, entrambi sinonimi di stile, raffinatezza ed eleganza. E se la dimostrazione della portata culturale della città di Dante è testimoniata in ogni angolo e anfratto della città, Firenze mostra la sua sinergia con il mondo della moda e del fashion con la miriade di eventi, manifestazioni, momenti e luoghi, personaggi e stilisti che popolano le vie del capoluogo toscano.
D’altronde basta farsi un giro in piazza Duomo o passare da Ponte Vecchio oppure godersi la magica vista da Piazzale Michelangiolo per capire che Firenze non è una città come le altre e che racchiude in sè una carica artistica e culturale davvero infinita.

A testimonianza di ciò ci sono i diversi e prestigiosi brand del fashion mondiale che proprio nella città di Firenze sono nati e continuano ad operare e che ben si mescolano e si amalgamano con le botteghe artigiane di San Frediano o Borgo Ognissanti, con quel saper fare antico tramandato nei secoli e sopravvissuto alla globalizzazione dei mercati e delle economie.

Un connubio che trasuda di artigianalità, di saper fare e saper essere, che si avverte nell’aria passegiando tra i vicoli, inebriando turisti, passanti, avventori, studenti, curiosi.
Culura, moda, sapienza, artigianato e modernità.
Parole che rappresentano un universo di valori e di tendenze che anche noi, nel nostro piccolo, cerchiamo quotidianamente di racchiudere nei nostri manufatti e nelle nostre produzioni.

Simone Grasso
Media, Communication & Web Marketing Specialist

Pelletteria fiorentina, “Made in Tuscany” come sinonimo di qualità e prestigio.

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Parlare di Firenze come simbolo di moda è scontato e in alcuni casi superficiale. Se invece si entra nel dettaglio valutando che valore possiede questo settore nella e per la città gigliata, allora si possono scoprire tante peculiarità.

In questo periodo, in cui la tendenza è quella di investire all’estero per cercare di contenere costi e aumentare i guadagni, a scapito talvolta della qualità, il “Made in Italy” risulta sempre più una rarità. Se poi si parla di “Made in Tuscany” questo rappresenta ancor più un’oasi felice nel dedalo delle produzioni nazionali ed internazionali.

La pelletteria fiorentina, in particolare, rappresenta, infatti, il fiore dell’occhiello fra le produzioni artigianali di un certo livello, con prodotti pregiati frutto di una lavorazione della pelle che in poche altre parti del mondo ha conosciuto una simile perfezione.

Il trattamento artigianale della pelle, effettuato da esperti e sapienti artigiani, rappresenta una sorta di “denominazione di origine controllata” della produzione, la quale si fonda su un retaggio e su un’esperienza ottenuta nel corso dei decenni in questo settore. Infatti la pelle risulta uno dei materiali più difficili da trattare e lavorare e non è possibile alcun tipo di improvvisazione se si vuole che il prodotto risulti perfetto.
Questo tipo di attività rappresenta ancora un marchio di fabbrica per il tipo di articoli in questione, che vanno dalle borse ai trolley, dalle cartelle porta documenti ai porta computer, per arrivare fino alle tracolle ed ai portafogli.

Professionisti come medici, agenti di commercio, avvocati che utilizzano giornalmente questi capi dovrebbero essere consapevoli che un prodotto di una fattura come quella deriva dalla lavorazione artigianale della pelle, non ha eguali e può rappresentare un segno di distintività ed ulteriore professionalità.

In sostanza, la pelletteria fiorentina, realizzata da maestri del settore, può essere definita un marchio e un simbolo di classe e ricercatezza. Si può giustamente dire, contravvenendo per un attimo alla norma, che in questo caso l’abito fa il monaco!

Simone Grasso
Media, Communication & Web Marketing Specialist