Che cos’è il lavato?

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Il lavato o anche tinto in capo è il procedimento inverso della tintura delle pelli, ovvero, solitamente una pelletteria confeziona i propri prodotti con pellame già finito; in questo caso noi compriamo pellame in crust vegetale ingrassato al sego (un ingrasso che rende la pelle più morbida) e montiamo la borsa. Una volta terminata del tutto la borsa con cuciture, zip e accessori vari iniziamo il procedimento della tintura della pelle. Le borse vengono messe dentro il bottale per la tintura e facendo questo procedimento a prodotto finito il colore è più vivo e brillante. Una volta fatta la tintura i capi vengono ingrassati con un ingrasso equivalente all’ammorbidente che utilizziamo normalmente per lavare i nostri vestiti, o ancor meglio equivale alla crema che diamo sulla nostra pelle quando la vogliamo idratare. Infatti è proprio questo il risultato, una borsa grintosa grazie alla pelle molto morbida e pastosa. Finito anche il passaggio dell’ingrasso si procede con la centrifuga. Anche questo procedimento è il medesimo della classica asciugatrice che utilizziamo per asciugare i nostri indumenti. Il risultato è una borsa con effetto vintage in pelle del tutto vegetale e italiana.

Simone Grasso
Media, Communication & Marketing specialist

Lo zaino del viaggiatore

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Uno zaino in spalla è il desiderio di conoscere se stessi e di raggiungere l’Altro.
Il viaggio è comunicazione e, dunque, ponte ermeneutico in grado di unire distanze.
Compito primario del viaggiatore è mettersi in discussione, relativizzare i propri punti di vista, imparare a stringere una mano. La vita da studente fuori sede mi ha molto agevolato in questo compito, offrendomi opportunità e momenti, persone ed errori, emozioni ed affanni.

Necessaria, tuttavia, è stata e rimane la capacità di interiorizzare, fermarsi e riflettere per rendere questi elementi parte integrante della propria identità. Così quattro amici si sono ritrovati dinanzi ad un calice di nobile chianti classico per rimembrare quel viaggio che ha dato vita alla nostra amicizia e che, per tutti, ha rappresentato un’epifania dello spirito.

Uno zaino in spalla è il desiderio di conoscere se stessi e di raggiungere l’Altro. Il viaggio è comunicazione e, dunque, ponte ermeneutico in grado di unire distanze. Compito primario del viaggiatore è mettersi in discussione, relativizzare i propri punti di vista, imparare a stringere una mano (…) Necessaria, tuttavia, è stata e rimane la capacità di interiorizzare, fermarsi e riflettere per rendere questi elementi parte integrante della propria identità (…).
Nello zaino la spensieratezza e il disincanto della verde etate, leggiadro, aperto ad accogliere nuovi tessuti (…).

Simone Grasso

(brano tratto da “Epifanie”, racconto premiato al concorso giornalistico “Ennio Macconi” ed.2014)

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LA CRISI SECONDO ALBERT EINSTEIN

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“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

(tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931).