Artigianalità e recupero degli antichi mestieri

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Il ritorno ai mestieri artigiani è un processo che sta investendo il nostro paese in maniera abbastanza evidente.
Centinaia di giovani ritornano o stanno ritornano a quelle che, fino a qualche anno fa, venivano considerate attività ormai superate, disperse nel dimenticatoio, relegate a qualche buon samaritano in qualche dispersa terra del Belpaese.

Nell’epoca della globalizzazione e dei nuovi lavori legati all’evoluzione tencologica e digitale, questo “ritorno alla terra”, come stato definito, potrebbe sembrare una contraddizione. Oppure una presa di coscienza. Oppure ancora una necessità dettata dall’eterna stasi economica. Oppure altro. Sta di fatto che si sta verificando un fenomeno di ritorno alla campagna ed agli antichi mestieri, contrariamente a quel fenomeno di inurbamento che interressò l’Italia nei decenni addietro. In sostanza, dalle città si sta ritornando indietro. Per andare avanti.

Importante è recuperare l’identità che caratterizza il nostro popolo, da sempre abile nel destreggiarsi tra scalpelli, taglierini e pennelli. Abbiamo avuto i più grandi scultori e pittori della Storia. Continuiamo ad avere una produzione artistica ed artigianale di assoluto livello e che non ha eguali in nessun altra parte del mondo. Quando si parla di eccellenze del made in Italy si fa e si deve far riferimento soprattutto a queste piccole e medie realtà. Dalla piccola bottegha che lavora il legno o il ferro battuto fino ad arrivare alle pelletterie e alla lavorazione delle pelli, passando per la produzione di ceramiche e tanti altri settori di nicchia e di pregio.

Una miriade di eccellenze e di produzioni artigianli ed artistiche che meritano di essere maggiormente considerate e valorizzate. E se questo processo passa attraverso la riscoperta degli antichi mestieri da parte delle giovani generazioni, allora possiamo guardare al futuro con maggiore serenità e fiducia.

Simone Grasso
Media, Communication & Web marketing specialist