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La concia al vegetale: esegesi di una pratica che unisce qualità a basso impatto ambientale

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Se, come noto, la lavorzione della pelle è un settore che si presta a complicate ed ardue interpretazioni,
quello della concia al vegetale risulta ancora più ostico se non, in taluni casi, ad appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori. Nostro interesse è comunque quello di rendere quanto più divulgabile e comprensibile possibile questa realtà che ai più può apparire distante e che pure ha un suo fascino particolare.

La concia al vegetale affonda le proprie radici nell’antichità e, come successo per le arti, ha conosciuto il suo massimo splendore in Toscana.
I conciatori toscani, ed in particolar modo quelli fiorentini, si tramandano da secoli i segreti ed i trucchi della lavorazione artigianale e della produzione di qualità e con grande qualità.
Tra i tanti e diversi tipi di concia, quella al vegetale è la piu classica e tradizionale e permette di conferire al cuoio proprietà peculiari e distintive e che si differenziano, tra l’altro, per l’attenzione rispettosa alle tematiche ambientali ed ecologiste.

La caratteristica principale, nonchè il segreto della concia al vegetale, è il tannino: principio attivo che produce la trasformazione del derma animale in un materiale compatto e resistente che dura negli anni, conferendo ai relativi prodotti e manufatti quell’unico profumo di cuoio e quella particolare sensazione al tatto.

Nell’attuale pratica conciaria al vegetale, che come detto riduce al minimo l’impatto ambientale e non contiene sostanze tossiche nocive per l’uomo e l’ecosistema, si utilizzano principalmente estratti di tannino derivanti dal castagno e dal quebracho, albero da fusto rintracciabile nei territori sud americani.
Questo è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore e che desideriamo fortemente condividere con i nostri lettori: l’attenzione alla dinamiche e alle implicazioni ambientali ed ecologiche è per noi un punto fermo sul quale quotidianamente improntiamo il nostro lavoro.

Simone Grasso,
Media, Communication & Web marketing specialist

Firenze: simbolo di arte, moda e cultura

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La Toscana è conosciuta in tutto il mondo come culla del Rinascimento e detentrice di un simbolo di arte e cultura e storia che poche altre città possono fregiarsi di avere. In aggiunta a queste peculiarità, Firenze non può prescindere dall’essere riconosciuta anche come città della moda.

Arte e moda che si sposano perfettamente e vanno di pari passo, entrambi sinonimi di stile, raffinatezza ed eleganza. E se la dimostrazione della portata culturale della città di Dante è testimoniata in ogni angolo e anfratto della città, Firenze mostra la sua sinergia con il mondo della moda e del fashion con la miriade di eventi, manifestazioni, momenti e luoghi, personaggi e stilisti che popolano le vie del capoluogo toscano.
D’altronde basta farsi un giro in piazza Duomo o passare da Ponte Vecchio oppure godersi la magica vista da Piazzale Michelangiolo per capire che Firenze non è una città come le altre e che racchiude in sè una carica artistica e culturale davvero infinita.

A testimonianza di ciò ci sono i diversi e prestigiosi brand del fashion mondiale che proprio nella città di Firenze sono nati e continuano ad operare e che ben si mescolano e si amalgamano con le botteghe artigiane di San Frediano o Borgo Ognissanti, con quel saper fare antico tramandato nei secoli e sopravvissuto alla globalizzazione dei mercati e delle economie.

Un connubio che trasuda di artigianalità, di saper fare e saper essere, che si avverte nell’aria passegiando tra i vicoli, inebriando turisti, passanti, avventori, studenti, curiosi.
Culura, moda, sapienza, artigianato e modernità.
Parole che rappresentano un universo di valori e di tendenze che anche noi, nel nostro piccolo, cerchiamo quotidianamente di racchiudere nei nostri manufatti e nelle nostre produzioni.

Simone Grasso
Media, Communication & Web Marketing Specialist

Pelletteria fiorentina, “Made in Tuscany” come sinonimo di qualità e prestigio.

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Parlare di Firenze come simbolo di moda è scontato e in alcuni casi superficiale. Se invece si entra nel dettaglio valutando che valore possiede questo settore nella e per la città gigliata, allora si possono scoprire tante peculiarità.

In questo periodo, in cui la tendenza è quella di investire all’estero per cercare di contenere costi e aumentare i guadagni, a scapito talvolta della qualità, il “Made in Italy” risulta sempre più una rarità. Se poi si parla di “Made in Tuscany” questo rappresenta ancor più un’oasi felice nel dedalo delle produzioni nazionali ed internazionali.

La pelletteria fiorentina, in particolare, rappresenta, infatti, il fiore dell’occhiello fra le produzioni artigianali di un certo livello, con prodotti pregiati frutto di una lavorazione della pelle che in poche altre parti del mondo ha conosciuto una simile perfezione.

Il trattamento artigianale della pelle, effettuato da esperti e sapienti artigiani, rappresenta una sorta di “denominazione di origine controllata” della produzione, la quale si fonda su un retaggio e su un’esperienza ottenuta nel corso dei decenni in questo settore. Infatti la pelle risulta uno dei materiali più difficili da trattare e lavorare e non è possibile alcun tipo di improvvisazione se si vuole che il prodotto risulti perfetto.
Questo tipo di attività rappresenta ancora un marchio di fabbrica per il tipo di articoli in questione, che vanno dalle borse ai trolley, dalle cartelle porta documenti ai porta computer, per arrivare fino alle tracolle ed ai portafogli.

Professionisti come medici, agenti di commercio, avvocati che utilizzano giornalmente questi capi dovrebbero essere consapevoli che un prodotto di una fattura come quella deriva dalla lavorazione artigianale della pelle, non ha eguali e può rappresentare un segno di distintività ed ulteriore professionalità.

In sostanza, la pelletteria fiorentina, realizzata da maestri del settore, può essere definita un marchio e un simbolo di classe e ricercatezza. Si può giustamente dire, contravvenendo per un attimo alla norma, che in questo caso l’abito fa il monaco!

Simone Grasso
Media, Communication & Web Marketing Specialist